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5° Festival del Diritti Umani di Napoli: i vincitori

Scritto da Antonio Puzzi   
Sabato 17 Novembre 2012 22:05

diritti umani napoliDopo 12 giorni di incontri, dibattiti e proiezioni è giunta al termine la quinta edizione del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. Oltre 5000 sono state le presenze registrate nei 26 appuntamenti della kermesse, dal 5 al 17 novembre tra il centro, le periferie e la provincia della metropoli partenopea. A condurre la serata finale sono stati Sabrina Innocenti e Antonio Borrelli, rispettivamente responsabili delle Sezioni Scuola e Cinema del Festival, con il contributo di Antonio Puzzi, responsabile dell'ufficio stampa della kermesse. Nel corso della cerimonia di chiusura sono intervenuti l'attrice afghana Sahar Parniyan, vittima di pesanti minacce e di un sequestro da parte dei talebani in seguito al ruolo da lei interpretato nella serie televisiva Il ministro, e una parte del cast artistico e tecnico del film Il muro celato, in uscita a novembre 2013, con il regista Alessandro Derviso, il produttore Franco Galizia e gli attori Danilo Rovani e Renato Paioli. Le riprese, in giro per l'Italia, porteranno alla realizzazione di una commedia drammatica che parte dalla questione razziale per poi spingersi verso tutte le forme di pregiudizio. Un intreccio drammatico e commovente, con piccoli spazi di umorismo per condurre il pubblico su alcune importanti riflessioni.

La Giuria del Concorso Cinematografico, composta dalla regista Antonietta De Lillo, dal giornalista Luca Rossomando, dalla direttrice della fotografia Francesca Amitrano, dal produttore Angelo Curti e da Florencia Santucho, direttrice Festival de Cine de Derechos Humanos de Buenos Aires, ha scelto come vincitori (tra oltre 100 opere pervenute), il film Zavorra di Vincenzo Mineo, per la sezione Human Rights Doc, e il film Non ridere, non piangere, non giocare di Maurizio Losi, per la sezione Human Rights Short. La “Menzione Giovani” attribuita dalla Giuria composta dagli studenti universitari è andata a Il Mundial dimenticato di Filippo Macelloni e Lorenzo Garzella, mentre la “Menzione Speciale” dedicata alla memoria di Vittorio Arrigoni e Juliano Mer Khamis, assegnata dal Comitato Selezionatore del Festival all’opera più originale per il linguaggio e coraggiosa nel raccontare storie e situazioni di attivismo civile, è stata attribuita a El Gigante di Andrea Ciacci, Bruno Federico e Consuelo Navarro.

A chiudere la rassegna è stato il coordinatore del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, Maurizio Del Bufalo: «Il nostro - ha sottolineato Del Bufalo - è un Festival che vive per l'intero arco dell'anno. L'attenzione degli organi di informazione e il numero di presenze è notevolmente cresciuto in quest'edizione. Protagonisti delle nostre giornate sono stati Biram Dah Abeid, leader della lotta alla schiavitù in Mauritania; Patrizia Moretti Aldovrandi, promotrice di una raccolta firme per ratificare una Legge sulla tortura, Sahar Parniyan e molti altri: essi sono venuti qui perché riconoscono Napoli una capitale dei diritti umani dove potere trovare ascolto e confronto. Il nostro Festival non chiede nulla, ma dà alla città una grande opportunità».

Di seguito il soggetto dei film vincitori.

ZAVORRA, di Vincenzo Mineo (Italia 2012 – 50’)

Spesso le persone anziane vivono in isolamento, ai margini di una condizione sociale e affettiva e gli ospizi sono un grande aiuto in questo senso, perché offrono loro sostegno e cure, la possibilità di avere compagnia e conforto.

NON RIDERE, NON PIANGERE, NON GIOCARE, di Maurizio Losi (Italia 2012 – 13’)

Negli anni '70, in Svizzera, circa 30.000 bambini italiani vivevano nella clandestinità a causa delle leggi immigratorie che vietavano il ricongiungimento di lavoratori stranieri coi propri familiari.

IL MUNDIAL DIMENTICATO, di Filippo Macelloni e Lorenzo Garzella (Italia/Argentina 2011 – 93’)

Grazie a lunghi anni di paziente lavoro, muovendosi in una zona d’ombra della storia del calcio e della Storia del XX secolo, in bilico fra lo stile rigoroso del documentario e lo spirito del cinema, il film racconta le vicende del campionato mondiale di calcio del 1942, mai riconosciuto dagli organi ufficiali dello sport, rimasto per decenni avvolto nella leggenda senza che se ne conoscesse il vincitore. Il recente ritrovamento di “uno scheletro con la macchina da presa”, in mezzo ai dinosauri fossili della Patagonia argentina, fornisce la tessera mancante per ricomporre finalmente il mosaico.

EL GIGANTE, di  Bruno Federico, Andrea Ciacci e Consuelo Navarro (Colombia/Italia 2012 – 62’)

Che faresti se un giorno venissero a casa tua e ti dicessero che sarà sommersa? La costruzione di una diga minaccia la valle del fiume di Magdalena, la flora e la fauna, la sua gente e il loro modo di vivere. Un gruppo di contadini e pescatori cresciuti all'ombra del "Gigante" lotta contro le multinazionali Enel/Endesa e Impreglio che procedono nella costruzione ignorando le voci di dissenso, con un atteggiamento spudoratamente compiacente delle istituzioni e la protezione di un battaglione dell'esercito. Il film documenta le voci dei protagonisti e il susseguirsi delle azioni di protesta, un anno di una lotta che ancora non si è conclusa.

 
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