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"Alimentum" raccoglie "I frutti sperati" a Cinecibo

Scritto da Antonio Puzzi   
Lunedì 17 Settembre 2012 08:25

alimentumAlimentum nella sezione Documentari e I frutti sperati nella sezione Fiction, vincono la seconda edizione di Cinecibo a Castellabate. A conferire loro la medaglia d'oro è stata la giuria guidata da Alessandro Siani e composta da Giacomo Rizzo, Gianluca Ansanelli e Valerio Caprara.

Alimentum (2012)

Distribuito da Elefant, il documentario di Colferai è un viaggio nei modi di alimentazione italiani dal 1950 a oggi. Nessun altro film avrebbe meritato di vincere quanto questo, a Castellabate, visto il territorio. Siamo infatti nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, dove negli anni '50 Ancel Keys teorizzò The Mediterranean Way, erroneamente tradotto come "dieta mediterranea", uno style life che ancora oggi risulta essere validissimo e insuperato. Qui, Alimentum viene accolto con piacevole delizia. Il film racconta i cambiamenti di vita dello Stivale dagli anni cinquanta a oggi, sottolineando le variazioni della cucina, della tradizione, dei modi di produrre e vendere cibo. Le interviste a produttori e consumatori che hanno vissuto questo cambiamento cercano di approfondirne modalità, problematiche, cause, effetti e possibili soluzioni. Colferai infatti ribadisce che il problema, oltre che ecologico e sanitario, sta diventando anche di natura fortemente culturale, in quanto implica la scomparsa delle radici.

 

 

fruttiI frutti sperati (2012)

Nei 15 minuti del suo film, Ezio Maisto prova a raccontare una storia solo apparentemente surreale. Siamo nella Sardegna di oggi. Giorgio è un ricercatore trentottenne andato a far fortuna in America. O almeno così credono i genitori che parlano con lui ogni giorno via Skype. Invece no. Giorgio è tornato, ma incapace di comunicare il suo fallimento, soprattutto ora che ha sulle spalle una famiglia con moglie e figlia, americane, of course. Giorgio è tornato e si è trasferito nella mansarda del palazzo dove vivono anche i suoi genitori. Le comunicazioni via Skype sono solo il modo per tenere i genitori incollati al computer mentre moglie e figlia scendono in casa degli ignari suoceri a trafugare il cibo, fingendo per far credere ai due che in casa ci siano i fantasmi. Più facile credere alle superstizioni o alla crisi che non risparmia nessuno? Più facile raccontare la verità o far credere nei frutti sperati? Si comprenderà che non poteva che essere questo il film vincitore. Sì, ancora una volta il titolo scelto da Luca Miniero per il suo film castellabatese si rivela profetico: benvenuti al Sud!

 
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