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Il Museo Nazionale del Cinema approda in laguna

Scritto da Annarita Zullo   
Giovedì 30 Agosto 2012 17:26

laguna1Elio Petri e Francesco Rosi sono sicuramente due dei nomi che ci rendono maggiormente orgogliosi del nostro cinema, registi che hanno caratterizzato il cinema impegnato e di inchiesta degli anni '60 e '70. Proprio per questo motivo, la sezione Classici della 69ma Mostra del Cinema di Venezia, grazie alla collaborazione del Museo Nazionale del Cinema di Torino, sarà impreziosita da questi due grandi autori.

Il Museo Nazionale del Cinema si dedica da tempo all’acquisizione e alla preservazione di archivi e pellicole appartenenti alla storia della Settima Arte, con l’impegno di salvaguardarli e valorizzarli. Ha infatti acquisito nel 2007 il fondo privato di Elio Petri (costituito da numerosi documenti, sceneggiature, più di 1.000 fotografie, appunti, premi e una ricchissima corrispondenza) grazie alla donazione di Paola Pegoraro Petri. Il Museo ha restaurato anche i film L’assassino e I giorni contati, entrambi in collaborazione con la Cineteca di Bologna.

laguna2 Elio Petri verrà omaggiato in occasione del trentennale dalla sua scomparsa, con il restauro de La decima vittima, presentato dal Museo Nazionale del Cinema e la Cineteca di Bologna. Si tratta di uno dei film più atipici del regista, alle prese con la fantascienza (l'omonimo racconto di Robert Sheckley) e con problemi di realizzazione. Lo stesso Petri ricorda nel libro L’avventurosa storia del cinema italiano le fasi del concepimento: "Nel 1962 avevo un’idea per un film di fantascienza tratto da un racconto di Robert Sheckley, però nessuno lo voleva fare. Poi piacque a Marcello Mastroianni e alla fine Carlo Ponti accettò di produrlo. Non voleva fare un film con me, né un film di fantascienza, faceva delle smorfie orrende durante le riunioni, ma voleva fare un film con Marcello. Da principio il mio fiancheggiatore fu Tonino Guerra, poi entrò nel team Ennio Flaiano. Flaiano con me é stato proprio un uomo delizioso, incantevole. Trascorrevamo ore meravigliose senza fare niente e i temi della conversazione erano la vita, il tempo che sfugge, la società, la letteratura: tutto ma non il lavoro: Il lavoro per lui era l’ultimo degli argomenti. E questo lo rendeva anche più piacevole”.

laguna3Il film affronta una tematica, quella della fantascienza, nuova per l’epoca, che Petri però riesce con grande maestria a rendere estremamente attuale. La storia è incentrata su un futuro non precisato in cui gli uomini hanno dato vita a un gioco a premi a livello mondiale per sfogare la propria violenza. Chi riuscirà a uccidere dieci avversari senza soccombere riceverà onori e consistenti premi in denaro. Una giovane americana, Caroline (Ursula Andress) giunge a Roma per disfarsi del suo decimo avversario, ma troverà sulla sua strada l'indolente romano Marcello Poletti, un sorprendente Marcello Mastroianni, che ha superato sei cacce senza dimostrare particolari capacità o impegno. Il regista racconta il tutto con pungente sarcasmo e ironia, facendo una critica serrata alla società moderna mondiale e alle tradizioni italiane, ma anche una velenosa satira della “futuribile” modernità che, ovviamente, riflette sui tic, le mode, e gli oggetti dell’epoca. Si parla di pubblicità, di televisione, di matrimonio e divorzio, famiglia e fumetti, di controllo della violenza. "La decima vittima" verrà proiettato domenica 2 settembre alle ore 19.30 in Sala Volpi.

laguna4Il 31 agosto alle ore 14 in Sala Grande, in occasione del Leone d’Oro alla carriera a Francesco Rosi, sarà presentato il restauro del film Il caso Mattei, che ritorna a quarant’anni dalla realizzazione nel 1972 e in concomitanza dei cinquant'anni dalla morte di Enrico Mattei. Il restauro è stato realizzato dalla Cineteca di Bologna e promosso dalla Film Foundation di Martin Scorsese, con il sostegno di Gucci e la collaborazione del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Quest’ultimo, tra il 2003 e il 2008 ha acquisito l’archivio Francesco Rosi, costituito da numerosi documenti e materiali d’archivio, nonché da oltre 2.000 fotografie, molte delle quali scattate da Rosi stesso nel corso dei sopralluoghi prima delle riprese dei suoi film. Oltre a numerosi omaggi sia alla Mole Antonelliana che al Cinema Massimo, il Museo Nazionale del Cinema ha restaurato Uomini contro (in collaborazione con la Cineteca Nazionale) e I magliari (in collaborazione con la Cineteca di Bologna). "Il caso Mattei" è dedicato alla figura di Enrico Mattei, (un fantastico Gian Maria Volontè), presidente dell’ENI fino al 1962, anno della sua morte per un incidente aereo assai sospetto. A lui si attribuisce il merito di aver creato un’industria petrolifera di Stato capace di rompere il monopolio delle potenti società multinazionali del petrolio. Francesco Rosi esalta sia il temperamento quasi eroico dell’uomo, sia le qualità di imprenditore illuminato ed energico. Per quanto riguarda le circostanze della morte, il film propone in termini dubitativi la pista mafiosa, in collusione con altri interessi in contrasto con la strategia di Mattei. Seppur ipotetica, la denuncia è suffragata da indizi che tingono di giallo la vicenda, rendendola drammatica e inquietante. Il regista sa ben miscelare materiale giornalistico, documentario e televisivo, secondo lo schema tipico degli Anni Settanta del film-inchiesta e costruisce un film-dossier che vuole essere anche lo specchio di un’epoca della storia italiana. La forza del film consiste nel provocare il dibattito sia sulla morte, sia ancora di più sulla vita del personaggio e nel coinvolgere l’opinione pubblica con un dossier presentato con il massimo di eloquenza civile.

Il cinema italiano viene dunque degnamente celebrato, attraverso lo sguardo di due registi simbolo della nostra bella cultura cinematografica.

 
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