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Bunda Pandeiro

Scritto da Roberto Baldassarre   
Martedì 16 Dicembre 2014 17:15

bunda pandeiroTitolo originale: Bunda pandeiro

Regia: Carlo Sampietro

Musiche: Walter Pinheiro e Marcelo Pretto

Produzione: Brasile 2013bunda pandeiro1

Genere: Musicale

Durata: 3 minuti

Trailer

 

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Regia:

Sceneggiatura: bunda pandeiro3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Differenti natiche vengono percosse ritmicamente dalle mani come tamburi, creando una gioiosa musica e nuovi, morbidi suoni.

Recensione

Il tamburo, seppur di diverse forme, è uno degli strumenti musicali sin dall’antichità onnipresente nelle più disparate culture del mondo. Il suo suono, in qualsiasi lato del globo, è unico. Le natiche sono una parte anatomica del corpo, femminile e maschile, con una forte ascendenza sessuale. Quindi, anche se di diverso colore o di genere biologico differente, le natiche suscitano erotismo. Date queste stringate informazioni esplicative, Bunda Pandeiro (Tamburine Buttocks) di Carlo Sampietro, coadiuvato da Beto Mendonça, rivela le profonde intenzioni dell’autore. La definizione Bunda Pandeiro, nel gergo brasiliano, viene data a quel sedere (BUDA) femminile che ha una elasticità come quella di un tamburo (PANDEIRO). Dietro al divertente e ritmato brevissimo cortometraggio si cela un acuto e “serioso” tentativo di lottare contro il razzismo attraverso una performance musicale di parti intime. I Close-up sui deretani e le mani che li percuotono servono proprio per eliminare la discriminazione di razza, creando un unico, passionale e preciso ritmo vigoroso. Lotta di disappunto sottolineata dalle inquadrature dei piedi che battono a terra. Facendo leva sul gergale significato, Sampietro unisce la musica alla sessualità, ambedue radicati e distinti elementi nelle diverse culture. Come riporta la didascalia a inizio cortometraggio, il “tamburo” non ha genere ed etnicità, ma è definito proprio dal suo suono, cioè dal suo idioma. I sederi che compaiono sono di diversi sconosciuti, ma il loro suono è peculiare e l’insieme dei “B-Sides”, e il loro segnale fonico, formano un'unica sinfonia corale umana. Bunda Pandeiro è il primo tassello di una trilogia Work-in-Progress che Carlo Sampietro vuole realizzare per esplorare le regole del sesso e della razza contemporanea. Sampietro è un artista a tutto tondo e i suoi lavori, che spaziano dalle installazioni di Ready-Made alla video arte, sono molto singolari nel voler indagare l’elemento urbano che condiziona, o potrebbe condizionare, il cittadino (fruitore debole e passivo dell’informazione). In questo caso Bunda Pandeiro, raffinato “videoclip”, è una concisa cristallizzazione di una performance contro il razzismo, che nella simpatica esecuzione ricercata invia un messaggio facile da recepire.

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Bunda Pandeiro ha vinto lo Spirit Award al Brooklyn Film Festival e ha partecipato a più di 20 festival internazionali, tra cui il RIFF di Roma

 
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