In Esclusiva ! ! !

giovani creativi e produzioni recencinema

cinema ergo sum - l'editoriale di samuele pasquino logo ritratti d'autore

Questo sito utilizza immagini come utente non esclusivo e i diritti rimangono delle rispettive case di produzione e distribuzione cinematografiche.

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini espressi nella Privacy e Cookie policy del sito. Grazie

La pietà del vento

Scritto da Giulia Salvadori   
Lunedì 01 Settembre 2014 22:32

la pietà del ventoTitolo originale: La pietà del vento

Regia: Stefano Croci, Silvia Siberini

Musiche: Zende Music

Produzione: Italia, Giappone 2014la pietà del vento1

Genere: Documentario

Durata: 7 min

Trailer

la pietà del vento2

 

 

Regia:

Sceneggiatura: la pietà del vento3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Questo piccolo gioiello di video arte esplora con i mezzi del documentario il tema della morte e dell’incontro tra le arti attraverso la proiezione alternata delle poesie del giapponese Bashō Matsuo e delle opere dell’architetto Carlo Scarpa. A fare da prologo, troviamo una didascalia iniziale con le coordinate biografiche dei due artisti: come punto di riferimento non vi troviamo la loro data di nascita, bensì la loro data di morte. Avvenuta per entrambi il 28 novembre, ma a distanza di 284 anni l’uno dall’altro, essa li vede spegnersi in Giappone, dove il loro lirismo si incontra spinto dal vento.

Recensione

Contro il concetto di architettura ed edilizia con lo scopo di riparare l'uomo dalle intemperie, vi è il concetto di architettura di Carlo Scarpa, che con la sua delicatezza si avvicina all'idea di poesia, che invece al vento si abbandona e da esso si lascia ispirare. Nasce così una forma comunicativa di poesia attraverso immagini, propria di questo documentario. Con le sue costruzioni che sembrano leggere come origami, Carlo Scarpa fa dei suoi spazi “lirica”, incontrandosi in questo modo con i tanto brevi quanto evocativi componimenti di Matsuo. I loro binari si incontrano proprio nel modo di concepire la morte. Ai versi del poeta seguono brevi montaggi con immagini della natura e alcune opere di Scarpa, che riprendono visivamente le parole delle didascalie. Talvolta le forme sullo schermo richiamano la forma degli ideogrammi, altre volte riprendono le poesie con immagini significative: una statua equestre, un cancello, dei fiori. I versi di Matsuo ci invitano a pensare alla morte come al “chiarore di un crisantemo bianco” da non turbare, ma soprattutto da non temere, così come non è da temere il vento. Esso, come la morte, non discrimina. Entrambi passano su ogni cosa, e da ogni cosa da loro toccata sortisce un non so che di poetico, come i cipressi scossi dalla brezza o gli edifici di Scarpa dove il vento si infrange facendo sentire il suo canto contro i muri. Forse non originalissima l’idea di un dialogo mai avvenuto tra artisti, ma senza dubbio degno di lode il tentativo di confronto e avvicinamento tra Oriente e Occidente. L’accompagnamento musicale, nel probabile tentativo di riprodurre il suono del vento, o di restare “neutrale”, risulta un po’ metallico e dissonante, intaccando la dolcezza delle immagini e delle parole che fluttuano sullo schermo.

la pietà del vento4Presentato alla 71ima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, La pietà del vento è stato selezionato in molti altri festival, tra cui il Toride International Video Projection 2014 in Giappone e il 32° Bellaria Film Festival 2014 in Italia

 
© 2017 Recencinema.it - Dove il cinema è cultura Designed by Serena Dolgetta
Martedì, 24.10.2017
T O P