In Esclusiva ! ! !

giovani creativi e produzioni recencinema

cinema ergo sum - l'editoriale di samuele pasquino logo ritratti d'autore

Questo sito utilizza immagini come utente non esclusivo e i diritti rimangono delle rispettive case di produzione e distribuzione cinematografiche.

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini espressi nella Privacy e Cookie policy del sito. Grazie

Sabato pomeriggio

Scritto da Samuele Pasquino   
Mercoledì 29 Gennaio 2014 16:44

sabato pomeriggioTitolo originale: Sabato pomeriggio

Regia: Joe Inchincoli

Cast: Filippo Locantore, Luca Inchincoli, Loredana Gallé

Musiche: Stefano Baldini

Produzione: Italia 2013sabato pomeriggio1

Genere: Drammatico

Durata: 42 minuti

   Trailer

sabato pomeriggio2

 

Regia: stella12stella12

Interpretazione: stella12stella12

Sceneggiatura: stella12stella12stella12sabato pomeriggio3

Musica: stella12stella12stella12stella12

Giudizio: stella12stella12stella12

 

Trama

Filippo (Filippo Locantore) è un padre separato e disoccupato che stravede per il figlio Luca (Luca Inchincoli), potendo però condividere con lui solo il sabato pomeriggio a causa delle regole d’affidamento imposte dal giudice. Come se non bastasse, il bambino è colto da un’improvvisa malattia agli occhi che gli procura un quasi totale offuscamento della vista. Nonostante questo, Filippo e Luca rafforzano il proprio legame e superano insieme le avversità del periodo.

Recensione

9 mesi di gestazione (si può considerare un parto cinematografico), 33 attori non professionisti coinvolti, 54 addetti ai lavori, una colonna sonora tutta italiana: sono i numeri di Sabato pomeriggio, mediometraggio scritto e diretto da Joe Inchincoli, cineasta con la duplice passione per la musica e il cinema che ha scelto di ambientare una fiaba moderna nella propria Pianezza, in provincia di Torino. La storia è di quelle che, attraverso la mano artigianale di chi crede nel messaggio sociale mediatico, non annaspano nella sofisticazione elaborata e pedissequa ma, al contrario, traggono dalla semplicità del narrato la spontaneità del vissuto. Inchincoli, per mezzo di una parabola familiare focalizzata sulle piccole avventure contemporanee di un padre e del proprio figlio, consegna al tempo un estratto dal sapore autobiografico nobilitato dal tocco vintage di stampo nostalgico. Il cineasta, infatti, dissemina lungo il percorso descrittivo elementi evocativi marcati a fuoco nella memoria di una generazione: una radio a doppia cassa (attraverso la quale Inchincoli introduce il racconto mediante la propria voce fuori campo, filtrata dal medium), una Fiat 500 simbolo del boom economico italiano (guidata da Filippo), un maggiolone, e poi ancora canzoni che deliziano e che vanno a comporre l’intero commento musicale (brani di Danilo Amerio e Don Backy quali Sognando, Ho bisogno d’amore e Il mercato degli angeli). Dante scriveva “La tua chiara favella, che mi fa sovvenir del mondo antico“: Inchincoli produce con il proprio discorso un effetto similare, compattando un triennio socio – esistenziale entro la breve iperbole filmica di un mediometraggio, lanciando dolci e limpide missive ai posteri che parlano di unione, amore senza età, sacrificio. La semantica appare dunque chiara, senonché si rilevano alcune discrepanze più tecniche che paratattiche: recitazioni individuali alquanto approssimative e fortemente penalizzanti (a eccezione del bravo protagonista Filippo Locantore), regia dipendente da un montaggio eccessivamente accademico e cadute melò. Si ricordi, tuttavia, che tali sono le frequenti note dolenti del girato amatoriale ed è dunque giusto e legittimo considerare l’opera contenutisticamente degna di essere fruita, a ragione dell’impegno e della dedizione profusi dal suo sensibile autore.

sabato pomeriggio4

La troupe è incappata in qualche spiacevole episodio che l'ha indotta talvolta a girare in alcune location diverse da quelle inizialmente stabilite

 
© 2017 Recencinema.it - Dove il cinema è cultura Designed by Serena Dolgetta
Martedì, 24.10.2017
T O P