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Bernardo Bertolucci e Luca Guadagnino: il cinema genera il confronto di prospettive

Scritto da Samuele Pasquino   
Martedì 15 Maggio 2018 14:24

bernardo bertolucci e luca guadagnino1Una delle pagine più colte di questo Salone Internazionale del Libro che si è svolto come ogni anno al Lingotto di Torino dal 10 al 14 maggio 2018 richiama l’incontro-confronto fra i rappresentanti di due generazioni di cineasti, Bernardo Bertolucci e Luca Guadagnino, l’uno sommo maestro di un cinema mai disposto a “inginocchiarsi al pubblico”, l’altro cultore di una Settima Arte in equilibrio fra classicismo e innovazione.

Il Salone li ha voluti riunire non per caso sabato 12 maggio alle ore 16.00 nella Sala Gialla nell’ambito del filone “Book to Screen”: nel 2012 Guadagnino - osannato recentemente dalla critica per il suo Chiamami col tuo nome - dedicò all’autore di capolavori come Novecento e L’ultimo imperatore un documentario saggistico intitolato (e inglesizzato) Bertolucci on Bertolucci, nel quale viene espressa in esemplare sintesi la logica realizzativa e concettuale adottata dal cineasta, in breve un punto di vista sulla celluloide più intimista e prospettica. A distanza di 6 anni, un folto pubblico di appassionati e semplici fan li ritrova qui, a discutere di rivoluzione e riforma, di movimenti sessantottini e di interpretazioni cine-politiche sulla scia di due pellicole considerate piuttosto di nicchia tanto dagli spettatori quanto dal regista emiliano, Partner – girato proprio nell’anno della contestazione - e The Dreamers, una parabola intrecciante giovanili eversioni e la carica erotica dell’inesplorato, della nudità accarezzata dal tepore della cinefilia. E sulla Cinephilie insiste l’eloquenza di Bertolucci, che parla di Partner come di “un film girato con passione attraverso l’identificazione con Godard”. Si fomenta subitanea una spinta discorsiva che sblocca il principio di nostalgia connesso alla ricerca, binomio che, secondo Guadagnino, tende a originare il fenomeno ormai tanto inflazionato del rifacimento, conosciuto dagli americani con il nome di "remake" (arriverà molto presto quello tanto criticato di Suspiria, il capolavoro di Dario Argento secondo gli estimatori assolutamente irreplicabile).

bernardo bertolucciDall’alto di una saggezza accumulata in 77 anni, Bertolucci evita troppi minati paragoni con l’avvenirismo del grande schermo (al quale peraltro ha sempre dimostrato di essere piuttosto riluttante), scaccia le parole vuote trovando in poche asserzioni formule da trasmettere ai futuri cinemaker: “Il cinema è sempre coniugato al presente anche se si tratta di un film in costume; rappresentare il presente significa evocarlo cercando la giusta e più corretta inquadratura”. Sotto gli occhi rapiti di un Guadagnino nelle inusuali vesti di relatore, il maestro apre all’aneddotica di gusto formativo: “Guardai a Cinecittà La dolce vita di Fellini non doppiato e senza il visto censura, e credetemi, udire il suono originale fu semplicemente straordinario!” Ai perplessi risponde: “Dovete fare di tutto per vedere i film in originale” e conia poi il termine Camerasutra (tra le succinte risate di un pubblico incuriosito e al contempo divertito) mimando verbalmente il ben più radicato e famoso Kamasutra riferendosi al puro piacere del cinema che gli ha dato la propulsione necessaria a girare pietre miliari di fulgida autenticità come Il conformista e Ultimo tango a Parigi.

bernardo bertolucci e luca guadagnino2Luca Guadagnino esce dal suo ammirato silenzio: “Il primo film di Bernardo Bertolucci che ho visto è stato 'Novecento' nel 1983” – e aggiunge – “Ho via via riscoperto un cinema che mi ha dato ispirazione.” A proposito del suo cinema, dice: “A me interessa poco la storia che racconto, penso più alla comprensione del mezzo e dello stile cinematografico applicandoli secondo la mia personale sensibilità”. Bertolucci ha respirato la Settima Arte per oltre mezzo secolo, tanto è lunga una carriera di successi, di rifrazioni e di consensi: “Vedo una sala gremita, vedo una collettività riunita ad ascoltare, mossa da uno stesso obiettivo, riflettere e meditare. Ebbene, meditare è una delle esperienze più straordinarie e potenti che si possano avere in una sala cinematografica!

Il suo congedo avviene tra gli applausi di giovani e meno giovani accorsi per assistere a un evento eccezionale nella sua definizione.

 
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