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A Roma, Ariel Vromen e Kevin Costner parlano di "Criminal"

Scritto da Serena Sportelli   
Martedì 12 Aprile 2016 18:32

conferenza stampa del film Criminal1Venerdì 8 aprile 2016, presso l'Hotel Bernini a Roma, si è tenuta la conferenza stampa di Criminal, a cui hanno presenziato il regista Ariel Vromen e l'attore Kevin Costner, protagonista della pellicola. La presenza di Costner a Roma è l'occasione giusta per consegnare all'avvenente interprete il nastro d'argento per i suoi 30 anni di carriera. La maggior parte delle domande dei giornalisti sono tutte per lui e vertono sulla vita privata dell'attore, domande a cui Costner risponde con molta simpatia e vacuità, parlando anche del suo personaggio: «Sono partito proprio dal look per costruirlo. conferenza stampa del film Criminal2Con il mio amico e truccatore Mario abbiamo fatto emergere il volto di questo personaggio e le cicatrici dietro la testa. È iniziato così il viaggio di questo nuovo Frankenstein». Su un argomento più frivolo, Costner si lascia andare: "Quale memoria sceglierei se ne avessi la possibilità? Quella di mia moglie, vorrei sapere che cosa pensa perché certe volte non riesco a credere a quello che fa o dice. Ebbene sì, anche la mia vita non è perfetta" – sorride -  "è come quella di tante persone, l’unica differenza è solo il fatto di avere un po’ di notorietà. Ho fatto degli errori che mi piacerebbe dimenticare, ma fanno parte di me. Gli errori sono importanti quanto i successi".

conferenza stampa del film criminal3A tal proposito è intervenuto anche il regista della pellicola, Ariel Vromen, che non avendo una moglie ha raccontato che vorrebbe aver la possibilità di conoscere i pensieri di un illustre italiano: “Mi piacerebbe sapere cosa pensava Federico Fellini, per me è una guida essenziale nel mio lavoro da regista”. Sul lavoro svolto e sulla preparazione del film ci ricorda di come la gestazione dell'opera sia stata impegnativa e, talvolta, complicata: "E' stato molto complesso, una sceneggiatura complessa e una serie di quesiti posti allo spettatore a cui dovevamo dare risposta, dall'hackeraggio dei ricordi, al fatto del buono che diventa cattivo, a chi sia davvero il cattivo, se di cattivo si può parlare. Comunque il segreto è sempre quello di rimanere ancorati alla radice, ossia al personaggio". A proposito del film, Kevin Costner tira fuori la sua indole da poeta mancato, congedandosi con classe: "I ricordi sono il cuscino su cui poggiamo la testa ogni sera prima di andare a dormire".

 

Foto: Giuseppe Sagnelli

 
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