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Guiraudie su desiderio, sesso e ossessione

Scritto da Maria Giorgia Vitale   
Martedì 24 Settembre 2013 09:35

lo sconosciuto del lago«Con questo film volevo raccontare cosa significa l’ossessione amorosa e fino a che punto può arrivare». Queste le parole di Alain Guiraudie, regista francese de Lo sconosciuto del lago che, tra scandalo e approvazione, si è aggiudicato il premio per la migliore regia nella sezione Un Certain Regard e la Palma Queer per il miglior film di genere al Festival di Cannes. Dopo la proiezione, si è svolta la conferenza stampa con il regista, accompagnato dal responsabile di Teodora Film che distribuisce la pellicola in Italia, Vieri Razzini.

«Un film come questo prevede il divieto ai minori di 18 anni. Ma la censura no. Da almeno 50 anni non se ne parla più. Risponderemo alle eventuali polemiche purché queste non siano opache e idiote». È chiara la posizione del responsabile della distribuzione Razzini, che si trova in sintonia con quella di Guiraudie: «Quando scrivevo la sceneggiatura, non ho pensato alla censura nei Paesi stranieri. In Italia so che si sente il peso del Vaticano, ma ad esempio è stato vietato ai minori di 16 anni in Francia, in Inghilterra e in Canada. Tuttavia, si tratta solo di due scene spinte (di sesso non simulato), queste potrebbero creare problemi, ma servivano nella logica del film. Se le avessi tolte si sarebbe perso il senso di tutto».

All’obiezione di un intervento che ha visto ne Lo sconosciuto del lago un’idea borghese dell’omosessualità, ovvero promiscua, immatura e ghettizzata, il regista ha risposto affermando che ciò che analizza è il desiderio: "Mi sono domandato: 'quanto si può rischiare pur di soddisfare il desiderio?' Poi, non è vero che descrivo solo gay promiscui. Ad esempio Henri non ricerca sesso, ma solo compagnia e amicizia. Forse se avessi ambientato il film in una comunità etero o di scambisti, la gente avrebbe accettato l’idea perché è abituata a questo tipo di film. Ma poi ho deciso per la comunità gay perché il cinema deve andare oltre. Il mio intento era indagare sul desiderio e quanto esso possa essere estremo nei confronti di un’altra persona". Dunque, nessun tipo di moralismo viene portato in scena perché «non dobbiamo sentirci aggrediti da questa visione».

In merito ai suoni che vengono restituiti dalla stessa natura e messi in scena come parte integrante della sceneggiatura, il regista ha detto: «Volevo tenere la civiltà lontana, ma allo stesso tempo era presente (si pensi agli aerei, alle auto, ecc.) tale da fare da contrappeso alla natura incontaminata del lago. Ho giocato sui suoni e sulla luce/ombra».

In merito al casting, Guiraudie ha dichiarato la sua onestà nei confronti degli attori mostrandosi fin dal principio trasparente: «Gli attori erano stati avvertiti che sarebbero stati nudi, che si sarebbero dovuti abbracciare, baciare. E poi ci sarebbero state le scene di sesso. Ci sono state tante discussioni che hanno instaurato la giusta fiducia tra me e loro. Durante le riprese, non vi nascondo che avevo paura anche io, ma tutto è andato bene».

Siamo certi che Lo sconosciuto del lago sarà accolto bene, ma non dobbiamo certo aspettarci numeri esaltanti al boxoffice, è certamente un film poco mainstream, anche se possiede un certo grado di bellezza e poeticità tale che meriterebbe degne affluenze.

 
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