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Gerard Butler e Aaron Eckhart: Attacco al potere

Scritto da Irene Fraschetti   
Domenica 07 Aprile 2013 21:04

gerard butlerAaron Eckhart e Gerard Butler sono i protagonisti indiscussi della conferenza stampa di presentazione del film Attacco al potere, tenutasi nell’hotel Bellini di Roma il 5 aprile 2013. Il primo leggermente timido, il secondo catalizza l’attenzione e conquista la folla di giornalisti che riempie trepidante la sala. Appena entrato, sorpreso dalla quantità di persone in attesa, prende il cellulare e fa un video, incitando tutti a salutare e scaldando l’atmosfera. Esponendo perché abbia deciso di interpretare questo film, che sembra sotto alcuni aspetti un action movie anni ’80, l’attore scozzese afferma che proprio questa sua caratteristica è stata uno dei motivi che lo hanno spinto ad aderire al progetto:

«Lo sentivo come un classic movie, un po’ come i 'Die Hard', e questa è una delle cose che mi ha spinto a fare questo film, con il giusto mix di intrattenimento, azione e verosimiglianza. Però volevamo anche aggiornarlo – aggiunge l’attore dopo aver fatto finta di ingoiare il microfono, scatenando la risata di tutti - raccontare la storia in modo moderno, rendendola fresca. Il terrorismo, oggi, è una minaccia ancora peggiore che nel periodo di Regan. Il nostro obiettivo rimaneva quello di rendere quest’attacco alla Casa Bianca il più credibile possibile: quella è una parte importantissima del film, in cui volevamo sottolineare l’importanza e il costo della libertà».

aaron eckhart1Accorgendosi della possibilità di risultare un po’ prolisso, Gerard Butler si guarda intorno e si scusa per la sua prima risposta: «È tanto che non faccio una conferenza stampa in Italia, poi non ho neanche dormito quindi sono un po’ lesso. Scusate!».

Successivamente, esprimendo un pensiero che aleggia nella sala, prende la parola Anselma Dell’Olio, sottolineando come questo film, che mette in scena un attacco coreano alla Casa Bianca, esca in un momento particolare della storia del Nord Corea: «Napoleone diceva di non volere generali bravi, ma fortunati. Per girare un film del genere ci vogliono circa due anni, quindi non potevate prevenire quello che è successo con il Nord Corea. Probabilmente questa cosa, terribile per il mondo, può essere una fortuna per il vostro film».

A rispondere, Aaron Eckhart: «Ovviamente questa è fiction, in cui si mostra un attacco di una cellula terroristica e non del governo del Nord Corea. Ma la minaccia è là fuori, la Casa Bianca è il primo obiettivo e il Presidente è visto come una sorta di gallina dalle uova d’oro, quindi tutti cercano di arrivare a lui. Ma questo film celebra gli eroi nascosti, che rimangono dietro le quinte e garantiscono la nostra sicurezza.»

aaron eckhart2E uno di questi eroi è interpretato da Gerard Butler, che aggiunge: «Certo, se avessimo fatto un film con terroristi giamaicani, probabilmente nessuno sarebbe andato a vederlo, anche perché volevamo presentare un minaccia reale, pertinente e attuale, che ci colpisce e ci fa stare all’erta. Ad ogni modo, questo film mostra che l’eroismo può celarsi in chiunque, ognuno di noi, a prescindere dalla gravità di quello che lo tocca, è spinto a reagire, a trovare un modo per venirne fuori».

E riguardo la scelta della regia, che risulta importante soprattutto in alcune parti del film, come quella dell’attacco, afferma: «Antoine Fuqua e io ci conoscevamo già, avendo lavorato insieme a un paio di progetti; quando mi ha presentato questo ho pensato: 'non potrebbe essere più perfetto per lui'».

Chi è particolarmente onorato del ruolo che ha interpretato è senza dubbio Aaron Eckhart, che spiega come il vestire i panni del Presidente degli Stati Uniti d’America sia stato importante: «Ogni bambino in America cresce con l’idea, e il sogno, di poter diventare il Presidente. Ho un gran rispetto per la sua autorità, quindi è stato un onore per me interpretarlo. Quando Antoine si è messo in contatto con me per questo ruolo, abbiamo parlato di Barack Obama e soprattutto di J.F.Kennedy, perché sembrava raccogliere in sé il carisma, la giovinezza, ma anche la durezza necessari. Abbiamo parlato in particolare della scena in cui il Presidente tira di boxe: volevamo creare un personaggio forte, che potesse far fronte alla crisi rimanendo sempre un leader».

Considerando la prossima uscita di White House Down, alla domanda sul perché sembra che il cinema americano di questi tempi voglia per forza far saltare in aria la Casa Bianca, Gerard Butler risponde: «Sembra che così vadano le cose! Quando si intraprende un particolare filone, si fanno sempre due film! Due film sugli alieni, due film su Cenerentola, due film sul far saltare la Casa Bianca! Comunque, credo che la risposta si trovi nel fatto che si fanno i film sul tempo che viviamo, e questo è un tempo che ci porta a pensare che neanche le maggiori istituzioni siano al sicuro, e questo ovviamente si ripercuote sul cinema».

Si chiude presto la divertente conferenza stampa di Attacco al potere, nelle sale dal 18 aprile.

Guarda il video.

 
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