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"Un giorno devi andare", viaggio nel vivere insieme

Scritto da Teresa Peccerillo   
Lunedì 25 Marzo 2013 19:40

un giorno devi andare - conferenza stampa1Cinema Quattro Fontane, Roma, 25 marzo 2013. In conferenza stampa il terzo film di Giorgio Diritti, Un giorno devi andare, viene annunciato come un’opera che abbraccia tanti temi: il volontariato, la religione, il senso dell’Altro e, non ultima, la ricerca della felicità. Il tema principe, tuttavia, è un viaggio che si origina da un dolore da cui rifuggire a ogni costo. Anche se «alcuni dolori sono gli stessi nella vita di ognuno» - afferma Giorgio Diritti - «è nel viaggio che si definiscono le priorità. Il desiderio di essere felici è tra queste. Anni e anni di consumismo e di promesse ci hanno portato progresso ma anche oppressione. Il viaggio, anche verso una meta non troppo lontana, è un modo per guardare le cose in modo diverso». un giorno devi andare - conferenza stampa2La piccola comunità è minacciata dalle stesse promesse che il regista denuncia nel suo incipit; il denaro è la tentazione più grande tra i poveri che vivono guardando “l’altro lato del fiume”, quello con i grattacieli e le luci. Ma inesorabilmente il denaro esercita una forza disgregante.

Alla domanda se il film potesse contenere un ennesimo omaggio alla femminilità, costantemente presente nei primi lungometraggi, Diritti aggiunge: «Anche nel film precedente la coralità ha una dimensione femminile. L’uomo porta con sé la necessità di affermazione che troppo spesso ha condotto a tragedie. un giorno devi andare - conferenza stampa3La donna, invece, è accogliente e protettrice della vita». Ed è per questo che la protagonista o, meglio, le protagoniste sono soprattutto madri. «Gli uomini sono molto legati alla mente. Mentre la mente delle donne è radicata nel profondo del corpo. Nel film si esprime il desiderio di uscire dai confini della mente» - è la correzione che Pia Engleberth, che interpreta Suor Franca, propone al regista.

un giorno devi andare - conferenza stampa4È indubbia la preferenza di Giorgio Diritti nel dar voce soprattutto a coloro che spesso vengono emarginati, come le donne e i bambini, individui il cui punto di vista non è spesso preferito. «Questo film voleva essere un 'coraggio' per raccontare qualcosa di diverso e inedito» - sottolinea Jasmine Trinca - «la maniera in cui siamo andati là (in Amazzonia, n.d.) era l’unica possibile. Dovevamo essere completamente innocenti, come dei fanciulli, per incontrare e accogliere la naturalità delle cose».

Il film trae origine da un progetto antico, un documentario girato agli inizi del Duemila tra quegli stessi scenari dell’Amazzonia. un giorno devi andare - conferenza stampa5Fredo Valla, uno degli sceneggiatori, si trovava con Diritti quando conobbero Augusto, un missionario italiano tra gli indios e a cui si sono ispirati per il nome della protagonista. Ma allo stesso tempo in quest’ultimo lavoro si ripresenta una sorta di leit motiv che già ne Il Vento fa il suo Giro era molto forte, ovvero il senso della comunità. «La preziosità della comunità si realizza quando il bene del singolo passa dal bene di tutti. Il senso del 'vivere assieme' si perde nell’avanzamento del progresso»  - per questo Giorgio Diritti ha scelto di raccontare una piccola comunità dove i bambini sono figli di tutti, la maternità diventa un legame sociale che abbraccia ampiamente il nucleo in cui si vive. Lui stesso dice di essere partito per la prima volta dopo la perdita di sua madre per vivere un’esperienza analoga a quella raccontata. Jasmine Trinca, invece, sebbene non avesse mai cercato la fede per mezzo di esperienze tanto estreme, a sua volta è stata coinvolta in questo progetto in seguito a una perdita: «Giorgio mi ha dato l’occasione di un incontro con un altro mondo (…), un viaggio che non è 'turismo' bensì entrare in una dimensione più profonda e intima laddove non ci sono tutti gli stimoli che ci bombardano ogni giorno, ai quali siamo in qualche modo assuefatti. un giorno devi andare - conferenza stampa6La dimensione dello Spirito è più grande e si può cercare se stessi, anche se siamo pur sempre contaminati.»  Dunque per Jasmine Trinca il senso della ricerca sta nella voglia di purezza, nell’allontanarsi dalla vita che già si conosce per immergersi in altre vite e “trovare dei sorrisi anche quando non si riesce a sorridere” – come cita una battuta del film.

Dopo aver ottenuto il plauso dell’ultimo Sundance Film Festival, Un Giorno Devi Andare il prossimo 27 Marzo sarà presentato in un’anteprima pressoché inedita. Quaranta sale cinematografiche in tutta Italia trasmetteranno la diretta satellitare da Milano durante la quale il regista e il cast incontreranno il pubblico, diretti dal critico Gianni Canova. Un’ottima occasione per raggiungere un'audience più ampia anche sfruttando la tecnologia digitale per «sottolineare il ruolo fondamentale della sala cinematografica come luogo ideale per apprezzare il cinema ma anche come luogo di aggregazione, e dove dunque si può assistere a eventi straordinari che il digitale oggi consente di realizzare» - come scritto da Cristiana Mainardi di “Visionaria – Produzioni Cinematografiche” nell’annuncio di presentazione dell’evento.

La distribuzione nelle sale è prevista per il 28 marzo.

 
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