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"Ci vuole un gran fisico", un film sulle donne

Scritto da Teresa Peccerillo   
Martedì 05 Marzo 2013 11:45

conferenza stampa Ci vuole un gran fisico14 marzo 2013, Roma. Proposto finalmente alla stampa nella sua forma compiuta il film Ci vuole un gran fisico, la cui anteprima ha avuto luogo al cinema Adriano. La pellicola era già stata presentata nel 2012 durante le fasi di lavorazione nella sede della Film Commission Torino Piemonte sotto il titolo provvisorio Eva dopo Eva.

Annunciato come un’opera sul filone di cinema della regista Nancy Meyers (Tutto può Succedere, È Complicato), il progetto nasce da un’idea di Angela Finocchiaro, che per due anni aveva «sfinito circa un film sulle donne», come ribadito dal produttore di Agidi srl. Paolo Guerra. «C’è molto da dire sui cinquant’anni» - ha affermato la protagonista del film - «volevamo esplorare quel territorio. A cinquant’anni è come uscire da una porta, si può vivere un vero e proprio 'shock da soglia' subendo una sorta di perdita d'identità, o scoprire una nuova fase della propria vita». conferenza stampa Ci vuole un gran fisico2La regista Sophie Chiarello guarda i cinquanta da una posizione più distaccata, ma afferma di aver voluto improntare il racconto su uno sguardo leggero, che più avanti ha definito “poetico”.

In sala sono molte le signore che intervengono con domande e curiosità, ma pochi gli uomini disposti a rispondere alla provocazione di una prospettiva che sembra tutta al femminile, ma in realtà molto più articolata. Alla nostra domanda su come sarebbe stato questo film se l’avesse girato un uomo, Angela Finocchiaro risponde che "in sceneggiatura sono diversi gli uomini che hanno collaborato, tutti molto partecipi e poco propensi a scadere nel luogo comune". I pochi interventi maschili in sala si distinguono in difesa dell’assunto secondo cui «gli uomini invecchiando diventano interessanti, mentre le donne diventano babbione» (cit. Finocchiaro), tanto che Raul Cremona non ha mancato l’occasione per esibirsi e pubblicizzare le sue prossime apparizioni cabarettistiche in tv, esordendo con «la donna a ventinove anni comincia a frollare …».

conferenza stampa Ci vuole un gran fisico3A parte gli scherzi, Angela Finocchiaro ha difeso la qualità del progetto, concedendosi tra sorrisi e momenti più seri in un dibattito assai accorato e interessante. Suggerisce di cercare l’“Angelo della Menopausa” nelle relazioni, nell’adesione ai sentimenti, oppure «vi posso dare il numero di Giovanni (Storti, n.d.)». Se le donne di oggi stanno meglio rispetto al passato è per merito loro, non per una questione culturale; sono protagoniste. «Dopo i cinquanta non c’è un modello a cui potersi rifare perché siamo diverse dalle nostre madri». Laura Marinoni aggiunge: «La menopausa è come l’adolescenza, ma si va verso una selezione, si lasciano fuori le cose e le persone che non ci servono. È un periodo brutto, ma anche di novità, di cui si può approfittare per essere più sicure e quindi più sexy».

Emerge la vitalità che Angela Finocchiaro ha investito nel ruolo, caratterizzandolo con la sua energia unica, così a chi glielo fa notare risponde: «La vita è un’occasione, non voglio prendere strade depressive perché le conosco, so che sono fin troppo vicine. Vorrei che mia figlia avesse il suo personale senso della bellezza e questo può trovarlo solo nel carattere, costruendo una propria personalità. Una donna che ha personalità è un faro. Quella è bellezza». Sicuramente la bellezza della signora Finocchiaro non può essere messa in dubbio, catalizzando in poche frasi le attenzioni e gli sguardi dei giornalisti per poi chiudere l’intervento con una citazione di Sharon Stone: «Tra cinque anni mi cadrà il sedere. Speriamo che il cervello rimanga al suo posto».

Il film verrà distribuito in 300 sale italiane dal 7 marzo 2013.

 
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