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Francesco Afro De Falco racconta "Vitriol"

Scritto da Antonio Puzzi   
Lunedì 03 Dicembre 2012 16:33

afro de falcoE' uscito nelle sale il 15 novembre 2012 Vitriol, il primo lungometraggio firmato dal cineasta napoletano Francesco Afro De Falco, classe 1984, dedicato a uno dei filoni storici più affascinanti del capoluogo partenopeo: l'alchimia, che vede tra i suoi nobili riferimenti addirittura la controversa figura di Raimondo di Sangro, Principe di San Savero. Per l'occasione Recencinema ha intervistato il regista.

Partirei da una domanda tecnica: soddisfatto della distribuzione finora ottenuta dal film?

Ci possiamo ritenere soddisfatti dalle presenze anche se sarebbe stato molto utile mantenere il film in programmazione almeno per due settimane. In Campania ha riscosso comunque un bel successo dove abbiamo registrato l'80% degli incassi totali. Per quanto riguarda le presenze abbiamo mantenuto una media di 100 spettatori al giorno per sala toccando i 150 nel week-end. Purtroppo siamo usciti in un momento non felice, non soltanto per noi, ma per tutti gli altri film che hanno dovuto competere con il colosso di incassi Breaking Dawn parte 2: la prima settimana è stata nera per tutti, figuriamoci per un film indipendente come il nostro.

L'idea di girare un film di finzione intrecciando la trama con le vicende storiche è molto in uso sin dai tempi de "Il Codice da Vinci" e, più ancora, da film come "The Blair Witch Project" e "Paranormal Activity"... possiamo dire che l'ispirazione alle modalità narrative nasca da quelle "visioni"?

Direi che più che a Il Codice Da Vinci ci siamo ispirati agli altri due titoli. Il nostro film non è un mistery come molti blog o riviste di cinema l'hanno etichettato ma è semplicemente un mockumentary (un finto documentario) che però si basa su fonti storiche ed esoteriche veritiere e salde. In più c'è da dire che un filone di genere in Italia ancora non esiste. Il nostro, anche se è un film ancora piccolo e sperimentale, ma totalmente genuino, se sostenuto dalle persone potrebbe rappresentare un buon seme per impiantare un nuovo cinema che dia risalto alle bellezze e ai misteri della nostra terra e non soltanto ai difetti o al marcio di cui facciamo ampiamente pubblicità.

La tematica del film è estremamente interessante: scendere nelle viscere di Napoli per trovare un segreto "illuminato"; Giuseppe Montesano aveva raccontato in un suo romanzo una vicenda simile. Quanta verità c'è nella storia narrata?

Il titolo è preso in prestito dalla letteratura alchemica (Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem), che tradotto significa: "visita le viscere della terra e rettificando troverai la pietra occulta". Ed è proprio questo il tema del film: i due giovani attori principali (Roberta Astuti e Yuri Napoli) si lanciano in una ricerca sulle orme di un antico ordine occulto che si chiamava Ordine Osirideo Egizio il cui gran maestro fu anche il famoso alchimista Raimondo di Sangro, principe di San Severo. Ma, penetrando nelle cavità di Napoli, scopriranno anche il doppio significato della ricerca, ovvero quella di penetrare in se stessi per poi scoprire "la pietra occulta" che molti poeti, filosofi, letterati e artisti identificavano col nome di una mitica città: l'Arcadia, situata proprio nelle viscere della terra che simboleggia il ritrovo della propria coscienza individuale attraverso appunto una ricerca in se stessi. Ebbi modo di "conoscere" il professore Montesano e di leggere alcune sue pubblicazioni durante le mie ricerche in internet e ammiro molto gli autori napoletani che sono ispirati dalla propria terra che ha da raccontare a mio parere più di ogni altra città del mondo.

Qual è la genesi di Vitriol?

Insieme allo sceneggiatore Giovanni Mazzitelli pensavamo di montare un "film documentario" basandoci sulle riprese dei due ricercatori a cui poi la storia di "Vitriol" si è ispirata, e caricarlo su Youtube a puntate esaminando poi l'effetto delle persone. Abbiamo poi incontrato il produttore Salvatore Mignano che, con la sua casa di produzione Smc, si è imposto una mission, ovvero quella di scommettere sulle nuove leve per produrre "realtà diverse" sul territorio creando così una factory di giovani professionisti in campo cìnematografico. Siamo partiti dunque con la scrittura, ci siamo trovati di fronte a un mare magnum di argomenti e dottrine da dover trattare, cercando di mantenere quante più informazioni possibili per la veridicità della storia ma con il rischio di rallentarla. Credo che da sempre sia questo il problema di chi si innamora di ciò che fa: correre il rischio di parlarne troppo. Abbiamo quindi pensato a tre linguaggi diversi di messa in scena: uno amatoriale (che consiste nei filmati reali, perché il progetto prende spunto da una vera ricerca svolta a Napoli nel 2010; un secondo in stile mockumentary cioè un finto amatoriale che ricostruisce le vicende dei veri ricercatori e un terzo filmico nel senso più tradizionale del termine).

Il cast, sia tecnico sia artistico, è formato da giovani: come si è formato questo gruppo di lavoro? Pensi di continuare a lavorare ancora insieme?

Il gruppo di lavoro si è formato grazie al fatto che molti di noi erano legati da un'amicizia prima che da una collaborazione artistica e lavorativa. Abbiamo affrontato tantissime difficoltà ma poi il film ha avuto un contributo dal Ministero dei Beni Culturali (perché il film è stato ritenuto di rilevanza culturale) di 50.000 euro per la distribuzione ed è stata proprio questa la spinta, o il segno, che ha portato il produttore a impegnarsi per far circolare il film. Dobbiamo comunque dire che la squadra che ha realizzato la pellicola è tutta under 30, tranne che per il musicista Claudio Luongo che ne ha qualcuno in più. Abbiamo portato a termine il lavoro con un budget molto modesto, parlando in termini produttivi cinematografici, e che ci ha quindi stimolato la voglia e il coraggio comunque di farcela. Lavorare nel cinema è anche come far girare una roulette: le combinazioni e i componenti ruotano e cambiano quasi sempre ma quando ci si incontra in un nuovo progetto tutti insieme è sempre un gran piacere!

 
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