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Ale Marinaro e il suo "Buongiorno, sig. Bellavista"

Scritto da Riccardo Fisichella   
Giovedì 12 Aprile 2012 10:16

bellavista1Giovedì 5 aprile alle ore 21.00 al cinema King di Catania è stato proiettato in anteprima con tanto di bis (causa sala stracolma, tanto da dover tenere una seconda proiezione per chi non aveva trovato posto alla prima) l'ultimo mediometraggio del regista catanese Alessandro Marinaro, il bel "Buongiorno sig. Bellavista", lavoro prodotto dall'agenzia di comunicazione e produzione video 095mm, di cui lo stesso regista fa parte, con il contributo economico della Film Commission Regione Sicilia.

La storia è molto semplice "a prima vista" ma intensa: il Sig. Bellavista è cieco dall'età di 15 anni, conduce insieme alla moglie nel suo paesino siciliano una vita serena, tranquilla e di spirito fino al momento in cui due turisti anglosassoni gli mettono in mano una macchina fotografica che improvvisamente gli farà rivedere le bellezze del mondo, ma solo con quella "cosa" appoggiata all'occhio.

Dopo la proiezione del film ho avuto il piacere di intervistare il regista che, con sincerità, volontà e franchezza ha risposto ad alcune mie domande:

bellavista2Non posso che iniziare col farti i complimenti da parte mia e di Recencinema.it per questo tuo prodotto ben fatto, costruito in un modo molto intelligente e con molteplici significati a più livelli (semantici e non). Iniziamo magari a raccontare ai nostri lettori chi sei.

Sono Alessandro Marinaro, un regista di Catania, ho una società di produzione video che si chiama 095mm, sono un filmmaker indipendente che come molti cerca di raccontare le proprie storie al meglio, poi alcune ciambelle vengono con il buco, altre no...

...altre vengono glassate...

...esatto. Questa..non lo so. Ognuno di noi nei propri lavori trova sempre difetti ma questo, magari, a una prima analisi può incuriosire di più. Tuttavia io già alla centesima visione ho quasi un rigetto, penso sia naturale, avrei cambiato un sacco di cose, ma alla fine sono contento di questo lavoro, soprattutto degli attori e della troupe...

bellavista3Un aspetto che mi affascina molto quando vengo colpito da una storia è cercare di capire veramente da dove è nata l'idea e da dove è partito l'ideatore. Ci potresti spiegare il tuo percorso? Sei partito dall'idea di raccontare una storia su una persona non vedente o dall'idea di raccontare una storia che parla di cinema?

La seconda. Anche il mio mediometraggio precedente era metacinema, però lì la storia era diversa: un paziente che va dallo psicologo e poi scopre essere se stesso perché fa un sogno ricorrente, un incubo: un uomo lo insegue, allora chiede allo psicanalista chi è quest'uomo e cercano di risolvere questo problema, che appartiene ovviamente al suo inconscio; alla fine scopre che quest'inseguitore è un cameraman che gli dice di smetterla con il suo lavoro di aiuto-meccanico e tornare nel suo sogno dell'adolescenza. E' un po' come dire che il sogno che ti ha folgorato non ti abbandona mai, noi sempre ci illudiamo che ti abbandoni, ma in realtà è sempre lì, presente, per sempre dentro al nostro cervello. Quindi c'è un discorso cinematografico che ho approfondito in un certo modo. Siccome mi ha interessato la tematica e volevo raccontarla ancora, cercando altre soluzioni, mi è venuta questa...di un cieco che scopre di vedere solo attraverso una videocamera, stavolta per raccontare, sempre di cinema, ma in una maniera un po' diversa; non è più un incubo di cinema che si trasforma in sogno come il precedente ma è il cinema che...

...apre gli occhi...

...apre gli occhi, sì, sul mondo, ti fa apprezzare il mondo e questo apprezzamento diventa poi per Bellavista qualcosa che prescinde anche dal cinema stesso. Lui parla sempre di "sta cosa" nel film, lui non conosce il mezzo che usa, non sa cos'è una videocamera e questa sua ignoranza rispetto a quello che usa m'interessava perché è come un bambino piccolissimo che gioca con un giocattolino e quello che gli piace, che lo affascina, la magia, non è nel giocattolo bensì nella fantasia di cui si serve per utilizzare quel giocattolo. Per Bellavista la videocamera non è nient'altro che questo, è la sua magia, che si fa cinema.

Per quanto riguarda invece gli aspetti produttivi, m'incuriosisce il rapporto che avete avuto con la Film Commission Sicilia. Mi potresti spiegare com'è nata questa collaborazione e in che modo vi hanno aiutato?

Abbiamo presentato questo progetto tre anni fa, ma io non voglio parlar male, perchè poi si dice che ne parliamo sempre male, e i miei colleghi mi censurano..mi dicono "Non ne puoi parlar male.."

che la burocrazia sia lenta...

Sì, lo sappiamo, ma mi chiedono: "Ma i soldi te li hanno dati?" Alla fine sì, però è un dovere culturale, i soldi loro ce li devono dare, non mi voglio arrabbiare, ma ce li devono dare; non è che io li ringrazio..capito?! Se poi sperperano denaro a destra e a sinistra e allora c'è l'incapace che usufruisce di centinaia di migliaia di euro per fare delle "cose", allora quella non è più meritocrazia e mi girano gli zebedei. Però se c'è qualcuno, ora non parlo del mio caso ma ce ne sono tanti, che ha qualcosa da dire ha bisogno dell'aspetto economico, ha bisogno delle finanze, dei soldini...

...l'arte più costosa che ci sia è il cinema...

E' un dovere culturale che la Regione ci aiuti, comunque li ringrazio per averci aiutato perchè mi hanno permesso di realizzare questo film, però...! E' una richiesta fatta nel 2008, il finanziamento è arrivato nel 2011, l'abbiamo girato nel 2011, finito di montare nel 2012. Sono passati tanti anni...!

Funziona che voi chiedete un budget e loro vi aiutano in base a quello che chiedete, o sono finanziamenti mirati come fanno altre film commission?

Alla Film Commission Sicilia esistono varie categorie, noi abbiamo presentato vari progetti, tra cui questo che rientrava nella categoria cortometraggi, presupposto un limite di richiesta finanziaria. Il progetto è stato approvato tra quelli che avevamo presentato e quindi ci è stata data quella cifra. Noi abbiamo percepito ventimila ma ne è costato dieci, non ho alcun problema a dirlo; gli altri diecimila vanno alla nostra società. Al film lavoro ormai da un anno e se ti fai due conti ho preso 800 euro al mese..ma al di là di questo lo si fa per amore, ovviamente...Se diventa mediometraggio o lungo sono affari tuoi. Se riesci a fare un lungo con ventimila euro avrà tutti i difetti del caso ma è una tua scelta e io l'ho fatto diventare un medio. Se fosse stato un corto sarebbe dovuto rientrare nei 20 minuti e non volevo tagliare delle scene importanti.

Che iter seguirà questo film? Avete intenzione di portarlo a dei festival? Come lo promuoverete? Partendo da Scilla e Cariddi, come si fa a esportare un prodotto siciliano indipendente?

Bella domanda! Seguiremo ovviamente l'iter dei festival. Purtroppo i mediometraggi sono molto sacrificati. Ci sono pochissimi festival che includono la sezione mediometraggi (infatti questa è una cavolata abnorme). Il problema è che chi scrive i bandi pensa alla durata e non ai film, per cui quando li leggi lo fai anche quasi con terrore. Vedi scritto in neretto che devi rientrare nei 15 minuti, titoli di coda e di testa compresi e per me è una stupidaggine. Ci sono pochi festival che non hanno limiti di durata o tantissime sezioni. Perché mortificare i mediometraggi? Ce ne sono in giro di molto belli che magari nessuno vedrà mai. Per questo motivo pensavo di fare una versione ridotta che rientrasse nei 30 minuti per alcuni festival di quasi-corti..

Sai già cosa tagliare?

In realtà no, domanda difficilissima, sono un pessimo tagliatore, penso sempre che tutto sia importante, non toglierei niente e so che è sbagliato. Comunque chi non conosce la versione lunga non si pone il problema e forse più che tagliare smusserei delle parti un po' più lunghe, magari i titoli di coda li facciamo scorrere velocissimi...!

Ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato, buona fortuna e un in bocca al lupo, ti rifaccio nuovamente i complimenti per questo tuo lavoro!

Grazie mille!

 
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