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Incontro con il cast tecnico del film "Diaz"

Scritto da Samuele Pasquino   
Mercoledì 04 Aprile 2012 08:16

castdiaz1"La più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la Seconda Guerra Mondiale". Amnesty International definisce così i fatti accaduti la notte del 21 luglio 2001 alla scuola Diaz di Genova, città ospitante il memorabile vertice del G8. Poco prima della mezzanotte più di 300 poliziotti fanno irruzione nel complesso scolastico, sede del Genoa Social Forum, adibito a dormitorio per manifestanti di ogni età e ordine sociale. In pochi minuti si scatena il putiferio, nel quale agenti in tenuta antisommossa si prodigano in violenze di ogni tipo, malmenando e randellando 93 persone inermi e lungi dal tentare una resistenza, prima di arrestarle e condurle nella caserma carcere di Bolzaneto, dove poi continueranno i soprusi. castdiaz2L'episodio desta ovviamente scandalo, ma parrà ancor più vergognoso l'atteggiamento adottato dal governo e dalle istituzioni. Il processo che si origina grazie alle dichiarazioni delle vittime della violenza riporta un bilancio a dir poco sconcertante: solo 29 poliziotti imputati, di cui 27 condannati per lesioni, falso in atto pubblico (prescritte) e calunnia (prossime alla prescrizione nel 2016) per la Diaz; 45 imputati e 44 condanne per abuso di ufficio, autorità e violenza privata per il Bolzaneto. Di certo giustizia non è stata fatta. Lo sdegno suscitato ha indotto anni dopo il regista Daniele Vicari a realizzare un film basato sui drammatici fatti di allora.

Abbiamo incontrato il cineasta al dibattito pubblico sulla pellicola, tenutosi alla Feltrinelli di Piazza CLN a Torino il 3 aprile 2012, ore 18,00. Erano inoltre presenti il produttore della Fandango Domenico Procacci, il giovane attore Davide Iacopini e l'avvocato Massimo Pastore, intervenuto per chiarire alcuni punti legati al processo e al sistema giudiziario italiano. Moderatori e spettatori hanno potuto rivolgere molte domande:

castdiaz3Come è nata l'idea di mettervi nei guai trattando un argomento così caldo come l'irruzione alla scuola Diaz?

Domenico Procacci: Dopo la sentenza di primo grado al processo Diaz, accolta con assoluto sdegno per la presunta creazione di prove false ai fini dell'assoluzione degli agenti, abbiamo deciso di farci carico di un progetto cinematografico realizzandolo attraverso lo studio di più di 10.000 pagine relative agli atti processuali. Secondo noi la vicenda andava raccontata per mantenere viva la memoria su quella tragica notte.

Massimo Pastore: Nei drammatici giorni del G8 la situazione era a dir poco sconcertante, tale da attirare l'attenzione di giornalisti, legali e parlamentari. La sera dell'irruzione, poi, si è assistito a una manifestazione di anarchia promulgata dalla polizia con la violenza, tramite regole imposte dalle forze dell'ordine. C'era la sensazione di star vivendo un vero e proprio colpo di Stato nella città ligure.

Con questo genere di film non c'è il rischio di incorrere in errori descrittivi a livello sociale e politico?

Daniele Vicari: Il rischio è calcolato, con una difficoltà tipica di chi gira documentari, ma fa parte del gioco. Ho scelto la narrazione tra realtà e metafora raccontando l'essenziale, l'indiscusso e l'indiscutibile. Questo dà la possibilità allo spettatore di non perdersi e al narratore di non divagare. Consideriamo che il fatto principale è durato in tutto 9 minuti, ma per 1 ora e 30 la polizia ha raccolto prove e arrestato persone. A questo punto il regista si deve chiedere quale sia il senso di tutto ciò, quale l'obiettivo reale. A me premeva evidenziare energicamente quella che si è configurata come una crudele sospensione dei diritti umani attraverso una violenza inaudita, inimmaginabile. Ho operato una sintesi dove mi sono potuto concedere di omettere alcune fasi senza tradire il fatto, onde evitare che la pellicola durasse troppo.

Quando ha deciso di accettare il ruolo?

Davide Iacopini: Già prima di incontrare Daniele mi ero ampiamente documentato sui fatti della Diaz e ho poi deciso di partecipare a un progetto che ritengo importante soprattutto per il dovere di ricordare i drammi della storia sociale italiana. Faccio notare che sul set eravamo più di 130 attori accomunati dallo stesso intento e tutti ci siamo impegnati per fornire un'interpretazione che fosse convincente.

Avvocato, c'è la possibilità che in futuro atti simili possano venire puniti con la giusta severità?

Massimo Pastore: Il reato di tortura non è mai stato ben definito dalla legge italiana, esiste l'abuso di potere ma non è la stessa cosa. Siamo ancora lontani dal delineare confini precisi, tuttavia occorrono al più presto provvedimenti che tutelino la giustizia in tal senso.

E' vero che durante il governo Prodi si è avanzata la proposta di istituire una commissione parlamentare d'inchiesta?

Massimo Pastore: Sì, ma non è passata per pochi voti, segno che l'intento politico non è mai stato quello di fare chiarezza bensì di insabbiare i fatti e quindi preservare ulteriormente l'operato e la condotta delle forze dell'ordine.

Spettatore: Vorrei tanto sapere da chi sia partito l'ordine di fare irruzione nel complesso scolastico...

Daniele Vicari: A prescindere da chi abbia ordinato questo massacro in piena regola, mi duole constatare che in un Paese democratico possono accadere tali barbarie. Penso dunque che la democrazia non sia affatto scontata, occorre inoltre riflettere in maniera profonda sulla mancata assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni. Ma allora dove sono, quali sono i diritti della persona? Non risulta oggi facile fornire un'adeguata risposta.

"Diaz" uscirà nelle sale italiane il 13 aprile 2012.

Video dell'evento.

 
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