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I Manetti bros presentano "L'arrivo di Wang"

Scritto da Maria Giorgia Vitale   
Domenica 04 Marzo 2012 23:38

conferenzawang2 marzo 2012, Sala Anica, Roma. Dopo la visione in anteprima del film "L'arrivo di Wang" ha avuto luogo la tanto attesa conferenza stampa alla quale era presente una parte della squadra della Palantir Digital Media, che ha lavorato alla realizzazione del personaggio di Wang. E' stata inoltre proiettata una spassosa clip volta a illustrare il procedimento tecnico che ha dato vita all'alieno. conferenzawang1Un gruppo unito e volenteroso di specialisti, da Simone Silvestri, supervisore degli effetti, a Fabio De Nico, supervisore del 3D, da Diego Arcero, compositor senior, a Davide Maugeri, animatore dell'intero film e voce del Signor Wang. E ancora, Daniela Nanzetta, compositor, Gianluca Stolchi, animatore, e Alessandro Lolli, che ha lavorato ai modelli tridimensionali. Non potevano mancare i realizzatori e produttori, i fratelli Manetti, l'uno più introverso e riservato, l'altro un simpatico mattacchione. conferenzawang2Hanno dichiarato che L'arrivo di Wang è stato come realizzare un desiderio in quanto hanno potuto lavorare a un film di questo tipo proprio in Italia, dove la fantascienza sembra continuare a essere un genere poco gettonato. La lavorazione, hanno ammesso, si è rivelata complessa, soprattutto per quanto riguarda gli effetti speciali, non a caso ci è voluto circa un anno e mezzo per ultimare la pellicola. Certo è che tutti quanti ripongono fiducia e speranza nel fatto che questo film possa essere un trampolino di lancio per dare maggiore dignità al genere fantascientifico.

I registi hanno dichiarato di aver girato la quasi totalità del film in un palazzo abbandonato, probabilmente una scuola di polizia, poco fuori dal raccordo. Luogo molto frequentato, tra l'altro, dato che sono state girate in passato alcune scene di Romanzo criminale e Acab. Insomma i fratelli, insieme a tutti i loro collaboratori, credono davvero in quello che fanno, ci mettono passione e forza. E questo traspare chiaramente nella pellicola. Lo spettatore se ne accorgerà.

 
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